MAI AVERE PAURA

 

libro

 

LA PRIMA TESTIMONIANZA DIRETTA DI UN MILITARE DELLA LEGIONE STRANIERA TUTTORA IN SERVIZIO.

“Sono un legionario e il mio mestiere è fare la guerra”, l’incipit brusco, diretto, provocatorio di un testo così insolito nel panorama editoriale italiano.

Sospesa tra autobiografia e storia militare, la narrazione ti scaraventa nel bel mezzo d’una vita. Una vita squassata da una crisi profonda e drammatica. Qui ha inizio la storia di Pedro Perrini, nuova identità con cui l’autore, Danilo Pagliaro, viene arruolato.

Fra parti narrative e descrittive scorre la vicenda di Pedro, inestricabilmente e contraddittoriamente intrecciata a quella di Danilo, svelando pian piano il mondo della Legione Straniera, con cui questa vita s’identifica.

Un mondo totalmente diverso da quello civile, ma anche diversissimo da come i civili lo immaginano. Pedro è una guida perfetta, empatica e non priva d’un certo adolescenziale candore, in questa esistenza nuova di sfide, addestramenti, combattimenti, fino nel vortice oscuro in cui precipita lucido. Crudamente, a tratti spietatamente, si racconta e si analizza nella sua catabasi.

Una morte onorevole, in combattimento, appare l’unico rimedio alla disperazione d’una vita spezzata in due, fra due, irrisolta e condannata. Al culmine della sofferenza, schiacciato dal peso dei tormenti, Pedro trova una catarsi, una liberazione che chiama “il mio dopoguerra”: tra le pagine più belle del libro. Le cose cominciano a cambiare, per il meglio, e Pedro svanisce quando Danilo torna in possesso della sua identità originaria. Quel che non cambia, al di là dei nomi, è la persona: rimane quel che è, quel che ci ha avvertito di essere fin dalla prima frase.Niente di più, niente di meno, un legionario. La freschezza di Pedro è sostituita dalla consapevolezza di Danilo, un uomo che ha seguito una vocazione, per quanto ardua, e realizzato il suo destino. 

Europa, Africa, Sud America, la narrazione si snoda tra addestramento e impieghi operativi dei più vari, colorata dalle figure di legionari d’ogni grado, variopinta umanità che si ritrova, per i motivi più svariati, a indossare il kepi bianco e sperimentare la vita d’un soldato professionista. Ma dal grande affresco di aneddoti e tipi memorabili, ironia e dramma, azione e pathos, finisce con l’emergere l’autentico protagonista del libro, la Legione Straniera. Personaggio strano e contraddittorio quanto si vuole, dunque hoc ipso interessante. Ma soprattutto molto lontano dalla raffigurazione stereotipa che se ne ha. Moderno corpo d’élite inquadrato nell’esercito francese, ma con storia e tradizioni antiche e uniche. Forza militare del più alto livello professionale, eppure incardinata nella sua Tradizione. Ottomila uomini, di centocinquanta differenti nazionalità, costantemente pronti a essere proiettati ovunque nel mondo. Perché, come recita il Codice d’Onore, la missione è sacra e un legionario la esegue fino in fondo, a qualsiasi prezzo.”

Danilo Pagliaro (1957) si è arruolato nella Legione straniera nel 1994. Questa è la prima volta che racconta la sua storia. Attualmente risiede in Francia, è sposato e ha tre figli.

Andrea Sceresini (1983), giornalista freelance, è autore di molte inchieste e reportage di guerra per “La Stampa”, “Il Foglio”, “Il Fatto Quotidiano” e “l’Espresso”. Ha vinto il premio Igor Man per le corrispondenze dall’Ucraina. Per Chiarelettere ha curato il libro di Vittorio Dotti “L’avvocato del diavolo”. È anche autore, con Lorenzo Giroffi, di “Ucraina. La guerra che non c’è” e, con Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma, di “Piazza Fontana, noi sapevamo” e “Il signor Billionaire”.